da “La Voce del Popolo” di Fiume
di Jan D’Alessio
Proclamati i vincitori della 29a edizione del riconoscimento promosso dal Conservatorio “Tartini” di Trieste, in collaborazione con la famiglia Marizza e il Cav. Alessandro Rossit
Si è tenuta nell’aula magna del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste la cerimonia di premiazione del Concorso pianistico “Stefano Marizza”, appuntamento ormai consolidato nel calendario musicale cittadino e dedicato alla memoria del giovane pianista triestino scomparso prematuramente. L’iniziativa, rivolta a studenti di Conservatorio e giovani interpreti di talento, continua a rappresentare un momento di confronto e di crescita per la nuova generazione di musicisti.
La serata si è aperta con un breve intervento introduttivo di Susanna Isernia, del direttore del Conservatorio, Sandro Torlontano e del pianista Massimo Gon, membro della giuria. I tre hanno ricordato la figura di Stefano Marizza con parole di affetto e riconoscenza, sottolineando l’impatto che la sua personalità e il suo talento hanno avuto sulla comunità musicale triestina. Gon, in particolare, ha descritto Marizza come un artista “solare e generoso”, capace di trasmettere entusiasmo e dedizione per la musica, e ha augurato ai finalisti “una bellissima carriera”.
Precisione e sensibilità
A esibirsi nella fase finale sono stati Laura Makovac, Marco Ottaviani e Martin Rizov, tre pianisti dalle provenienze e dagli stili molto diversi ma accomunati da un notevole livello tecnico. Le loro esibizioni si sono svolte su un pianoforte Fazioli, strumento di alta gamma che ha contribuito a valorizzare la qualità timbrica delle interpretazioni. La croata Lara Makovac, di Fiume, ha aperto la serata con la Sonatine di Maurice Ravel e la Ballata n. 2 op. 38 di Fryderyk Chopin. La sua presenza scenica è risultata intensa e concentrata: il volto serio, lo sguardo fisso sullo strumento, come se affrontasse un dialogo personale con la musica. Solo al termine della performance, dopo l’ultimo accordo, si è sciolta in un sorriso rivolto al pubblico, accolto da un lungo applauso.
E’ seguito Marco Ottaviani, unico finalista italiano, che ha presentato la Sonata Hob. XVI/33 di Franz Joseph Haydn e la Fantasia op. 49 di Chopin. Ottaviani ha mostrato una padronanza tecnica notevole, unita a un approccio espressivo molto personale. La sua gestualità era fluida e spontanea; la testa che seguiva il ritmo e le mani che sembravano disegnare la musica nell’aria ha reso un senso di naturalezza e coinvolgimento raro. Un’esecuzione in cui la precisione si è unita a una profonda sensibilità, capace di trasmettere emozione senza badare agli eccessi. A chiudere le esibizioni è stato il macedone Martin Rizov, che ha affrontato un programma particolarmente ambizioso: Chasseneige e Rapsodia ungherese n. 12 di Franz Liszt, “Ce qu’a vu le vent d’ouest” di Claude Debussy e lo Studio n. 18 “Canon” di György Ligeti. Rizov ha colpito per la solidità tecnica e il controllo del suono, seguendo con lo sguardo ogni movimento delle dita come a sorvegliarne la precisione. Nei brani più virtuosistici ha saputo coniugare rigore e vitalità, alternando momenti di grande concentrazione a passaggi di disinvoltura trascinante, in particolare nella Rapsodia ungherese.
I premiati
Al termine delle esecuzioni, i presenti hanno potuto esprimere il proprio giudizio, assegnando il Premio del pubblico a Martin Rizov, mentre la giuria, composta da Massimo Gon, Vincenzo Balzani e Luca Trabucco, ha decretato vincitore assoluto Marco Ottaviani. Un secondo premio ex aequo è stato attribuito a Laura Makovac e Martin Rizov, riconoscendo il livello tecnico e interpretativo di entrambi.
L’organizzazione è stata coadiuvata con passione dalla segretaria Susanna Isernia (amica di Stefano) e generosamente supportata dalla famiglia Marizza, dal Cav. Alessandro Rossit e dalla prof.ssa Marina Petronio, che rinnovano ogni anno l’impegno in questo importante progetto culturale.
Il Concorso “Stefano Marizza” si conferma come una delle iniziative più significative del Conservatorio “Tartini”, capace di unire la valorizzazione dei giovani interpreti al ricordo di una figura cara al mondo musicale triestino. Una manifestazione che, anno dopo anno, rinnova l’impegno del Conservatorio nel sostenere il talento emergente e nel mantenere vivo il legame fra memoria, formazione e futuro della musica.
