di Susanna Isernia
Ci sono storie che continuano a vivere nel tempo, attraverso le persone che le custodiscono e le opportunità che sanno offrire alle nuove generazioni. È il caso del Premio Pianistico Internazionale “Stefano Marizza”, nato nel 1997 dopo la prematura scomparsa del giovane pianista e giunto quest’anno alla sua trentesima edizione.
Un traguardo importante, celebrato durante la serata conclusiva del concorso nella Sala Tartini del Conservatorio di Trieste. Ad aprire l’evento è stata Susanna Isernia, con un breve excursus sulla storia della manifestazione e sul valore acquisito in questi trent’anni.
Nel suo intervento ha ricordato il contributo fondamentale del professor Massimo Gon, pianista di prestigio internazionale, che fin dalla nascita del Premio condivide con lei questo percorso, mettendo competenza, esperienza e passione al servizio di un progetto capace di trasformare il ricordo in un’opportunità concreta per i giovani musicisti. Una collaborazione trentennale, fatta di impegno e della comune volontà di offrire ai talenti emergenti uno spazio per esprimersi e crescere.
Tre finalisti, tre percorsi musicali
La serata è proseguita con le esibizioni dei tre finalisti: il macedone Andrej Shaklev, la georgiana Tamari Kupatadze e l’albanese Adelajd Zhuri.
Shaklev ha presentato le Quattro Mazurke op. 24 e la Ballata n. 2 di Fryderyk Chopin, seguite da Chasse-neige di Franz Liszt, affrontando un programma di notevole impegno tecnico e virtuosistico.
Kupatadze ha scelto le Variazioni Abegg op. 1 di Robert Schumann e la Sonata n. 1 in fa minore op. 1 di Sergej Prokofiev, composta dal musicista a soli sedici anni.
A chiudere le esibizioni è stato Zhuri, con le Réminiscences de Norma de Bellini – Grande fantaisie di Liszt, una delle più celebri e impegnative parafrasi pianistiche ispirate all’opera italiana, basata sui temi della Norma di Vincenzo Bellini.
Il verdetto della Giuria
La Giuria, presieduta da Massimo Gon, era composta da Luca Trabucco, direttore artistico del concorso e docente al Conservatorio Tartini, Paolo Fazioli, fondatore dell’omonima azienda produttrice di pianoforti, Luca Fazioli e Roberta Schiavone, docente al Conservatorio.
Al termine delle valutazioni, il primo premio è stato assegnato ad Adelajd Zhuri, che ha conquistato anche il favore del pubblico. Seconda classificata Tamari Kupatadze, terzo Andrej Shaklev.
Nato a Skrapar nel 1998, Zhuri ha iniziato a studiare pianoforte a sei anni. Trasferitosi in Italia nel 2017, ha completato la propria formazione al Conservatorio di Trieste, diplomandosi con il massimo dei voti, la lode e la menzione sotto la guida di Teresa Trevisan. Vanta oltre trenta riconoscimenti in concorsi internazionali e un’intensa attività concertistica, sia come solista sia nella musica da camera.
La consegna di targhe, diplomi e premi ha concluso la serata.
Trent’anni di storia rappresentano non soltanto un traguardo, ma la conferma di un progetto che continua a guardare al futuro. Il Premio Stefano Marizza ha saputo mantenere vivo il ricordo da cui è nato, trasformandolo in un’occasione di crescita, confronto e incontro tra giovani musicisti di culture diverse.
La sua eredità più preziosa è proprio questa: dimostrare che un ricordo può continuare a generare futuro.





